Che cos’è il Reggio Emilia Approach e perché la principessa Kate viene a studiarlo. Intervista ad Anna Granata
di Sara De CarliQui Loris Malaguzzi valorizzò i cento linguaggi del bambino. «È una città che ha scommesso sui servizi educativi per la prima infanzia non in chiave di assistenza ma di democrazia», sottolinea la pedagogista Anna Granata, docente in Bicocca. Il 13 e il 14 maggio la Principessa del Galles sarà a Reggio Emilia per conoscere da vicino questo approccio educativo.La principessa Kate verrà a Reggio Emilia per «vedere di persona come il Reggio Emilia Approach crei ambienti in cui la natura e le relazioni umane amorevoli si uniscono per sostenere lo sviluppo dei bambini». Il comunicato ufficiale dice che la visita – prevista tra il 13 e il 14 maggio – segnerà un significativo passo in avanti nel lavoro del The Royal Foundation Centre for Early Childhood, istituito nel 2021 proprio dalla principessa del Galles.La visita si inserisce nella cornice di Shaping Us, la campagna lanciata dalla fondazione reale nel gennaio 2023 per aumentare la consapevolezza sull’importanza cruciale dei primi cinque anni di vita. Ma perché il mondo guarda a Reggio Emilia per la prima infanzia? E che cos’è il il Reggio Emilia Approach?La culla dei nidi e delle scuole dell’infanziaL’esperienza nasce sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale. «È un approccio che ha rivoluzionato l’idea di infanzia e di comunità, considerando il bambino non soltanto come soggetto da accudire ma come cittadino della democrazia nascente negli anni Cinquanta» ricorda Anna Granata, professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze umane per la formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano Bicocca.«Reggio Emilia è diventata un asilo a cielo aperto, con la scuola percepita come un bene della comunità e l’infanzia messa al centro. Educare i bambini era, per quelle donne e per la città che le sostenne, il primo atto di ricostruzione di una comunità democratica. Esistevano anche prima degli asili e delle scuole per bambini così piccoli, ma avevano alla base un approccio assistenziale, erano dei luoghi in cui chi ne aveva necessità lasciava i bambini: a Reggio Emilia invece, con Loris Malaguzzi, la scuola già a 0-6 anni diventa un presidio educativo e un presidio democratico, tanto per i bambini quanto per la comunità. Nel momento in cui le nostre democrazie sono a rischio, andare a Reggio Emilia significa andare a vedere la democrazia che rinasce dai piccoli», afferma Granata._________Continua a leggere su -> vita.it