di Ruggero PoiAll’inizio di quest’anno le immagini del Capodanno cinese hanno fatto il giro del mondo: robot umanoidi capaci di danzare e muoversi con una naturalezza che, fino a poco tempo fa, apparteneva solo alla fantascienza. Per la prima volta il corpo cibernetico non è apparso come un miracolo cinematografico, ma come qualcosa di estremamente reale. Guardando i filmati, probabilmente per deformazione, mi sono chiesto: ora che i robot danzano, cosa resta della scuola?Fino a ieri l’intelligenza artificiale è stata interpretata come un sistema capace di produrre testi, immagini e risposte in ambiti diversi. Un’intelligenza artificiale può, mentre scrivo, già rispondere a tutte le richieste che uno studente incontra durante la scuola: formule, date storiche, regole grammaticali, e può farlo in qualunque lingua. Ma quando una macchina ha un corpo cambia tutto.Non si tratta più solo di informazioni, un robot può muoversi, orientarsi nello spazio, reagire all’ambiente, imparare dall’esperienza. È stato, così, osservato che, vivendo in ambienti diversi, due robot identici finiscono per comportarsi in modo diverso: uno abituato a una casa con bambini agisce diversamente da uno che lavora in un centro anziani, mentre l ‘assistente di un chirurgo agirà in modo diverso da quello di un artista o di un elettricista._________Continua a leggere su -> rondodeitalenti.it
“Spuntini” è un progetto di Rondò dei Talenti di Cuneo. I contenuti sono piccoli “nutrimenti” che parlano di gioco, scuola, creatività, educazione e nascono per accendere riflessioni, muovere pensieri e accogliere nuove visioni.