L’ABC dell’accoglienza: imparare nomi difficili

di Anna Granata Genova, primo giorno di scuola primaria. La maestra chiede ai bambini seduti in prima fila di dire i loro nomi: Aisha, Guang Xiang e Dmytro. È stupita e commenta, alla presenza dei bambini e dei loro genitori, “che nomi strani!”. La scuola italiana è un luogo privilegiato per costruire una società accogliente e inclusiva ma per farlo è necessario che ogni docente accetti la sfida di uscire dalla famigliarità dei propri suoni e linguaggi, così come dalle abitudini maturate negli anni. Un processo né scontato né semplice. Chi insegna in un contesto multiculturale conosce bene le emozioni che si provano all’arrivo di un nuovo alunno straniero in classe. Non sempre prevale la gioia e l’entusiasmo, più spesso la sorpresa, a volte lo sconforto e il timore che l’equilibrio della vita in classe venga in qualche modo turbato. Il nome difficile da pronunciare in qualche modo descrive la sfida insita nell’arrivo stesso di un nuovo alunno e alunna che magari non conosce l’italiano e riparte da zero nel suo processo di apprendimento._________Continua a leggere su -> rondodeitalenti.it

“Spuntini” è un progetto di Rondò dei Talenti di Cuneo. I contenuti sono piccoli “nutrimenti” che parlano di gioco, scuola, creatività, educazione e nascono per accendere riflessioni, muovere pensieri e accogliere nuove visioni.