di Ruggero PoiTutto è cominciato con un esercizio, un esercizio di immaginazione. Che, diciamocelo, è uno degli esercizi più potenti che abbiamo: ci allena a guardare oltre, ad ascoltare il mondo che non c’è a crearne uno nuovo.Quando scrivo libri per ragazzi, sono abituato a cercare spunti dalla mia memoria, dai ricordi, dalle emozioni vissute. Ma stavolta è stato diverso. Qui ho dovuto immergermi in una memoria collettiva. Un fiume di parole, di sogni, di immagini nate non dalla mia mente, ma da quelle di sessanta ragazze e ragazzi dell’Istituto Comprensivo Sobrero di Cuneo, che con le loro insegnanti, la dirigente scolastica, il team del Rondò dei Talenti e me, hanno scritto una storia a 132 mani.Non sapevamo cosa sarebbe emerso quando abbiamo iniziato a lavorarci e proprio per questo è stato straordinario.La scintilla è arrivata quasi alla fine, come una domanda rimasta in silenzio fino all’ultimo, come una radice invisibile che tiene in piedi tutto l’albero. Era Zoe, in un vagone di un treno di ritorno dalle vacanze, che mi guardava — o meglio, mi parlava con la voce di una bambina — e mi chiedeva:“Che cos’è il talento? E come si fa a liberarlo?” Da quella domanda è nato Zoe e il talento liberato, una storia collettiva che è molto più di un libro. Con Alice Rossi, illustratrice di Zoe, abbiamo dato forma a ciò che i bambini avevano messo in gioco: mappe, personaggi, ostacoli, sogni, risorse. E con Chiara Belliti, editor di Beisler, abbiamo tenuto il filo di una narrazione nata dalla molteplicità. La storia è cresciuta piano piano, come crescono le cose condivise: con cura, tempo, ascolto e stupore._________Continua a leggere su -> rondodeitalenti.it
“Spuntini” è un progetto di Rondò dei Talenti di Cuneo. I contenuti sono piccoli “nutrimenti” che parlano di gioco, scuola, creatività, educazione e nascono per accendere riflessioni, muovere pensieri e accogliere nuove visioni.