Ridere in classe è una cosa serissima!

di Anna Granata A scuola si misura tutto: frequenza, risultati degli apprendimenti, benessere degli studenti, precarietà e stabilità del corpo docenti. Si misurano addirittura le voci di insegnanti e alunni, come ha fatto qualche anno fa l’Ocse (2020) con un’imponente indagine dedicata al tempo di parola in classe. Ma nessuno – per ora! – ha mai misurato il tempo della risata in classe. Non dico quella sottobanco, tra compagni, ma quella che coinvolge anche il docente, portando tutti verso una fragorosa e democratica risata collettiva. Non abbiamo certo bisogno che ce lo dica l’Ocse: a scuola si ride poco. Il timore di perdere il controllo della classe e di apparire poco professionali, l’idea che “una brava maestra non ride mai” trasmessa da una generazione di insegnanti a un’altra, rendono questa esperienza del tutto marginale. E il tema è molto serio! Umorismo e ironia sono indicatori fondamentali del livello di benessere di una classe di scuola. Ce lo ricorda Bell Hooks, studiosa dell’aula come spazio di trasformazione sociale: ironizzare, lasciarsi prendere in giro, usare financo lo scherzo come strumento di apprendimento, rappresentano momenti fondamentali per creare un senso di comunità in classe e aprire spazi densi di concentrazione e apprendimento._________Continua a leggere su -> rondodeitalenti.it

“Spuntini” è un progetto di Rondò dei Talenti di Cuneo. I contenuti sono piccoli “nutrimenti” che parlano di gioco, scuola, creatività, educazione e nascono per accendere riflessioni, muovere pensieri e accogliere nuove visioni.