di Ruggero PoiQuando Cosimo Piovasco di Rondò, protagonista del Barone rampante di Italo Calvino, sale sugli alberi e decide di non scendere più, compie un gesto che rompe gli schemi: cambia prospettiva e, così facendo, modifica il modo stesso in cui apprende. Accetta la complessità del bosco, impara a muoversi al suo interno, lo reinventa. Ogni albero diventa un maestro, ogni incontro una lezione. La natura gli mostra che non esiste un solo modo di conoscere: l’ape impollina, il lupo regola le prede, il riccio controlla gli insetti. È l’intreccio delle differenze a rendere vitale l’ecosistema.Anche la conoscenza umana funziona così: il contadino, il falegname, il medico, il poeta portano ciascuno un sapere incarnato, nato dal contatto diretto con la materia e con gli altri. Ogni competenza è un frammento della stessa sostanza del mondo. Paolo Di Paolo, riflettendo sul romanzo, ricorda come l’ostinazione di Cosimo sia la sua vera eredità: cresce, cambia, ma rimane fedele alla decisione che lo ha reso ciò che è. È, in fondo, il precettore di sé stesso.Così dovrebbe essere anche la scuola: capace di evolversi restando coerente, fedele all’unicità delle persone e alla fiducia nella crescita reciproca._________Continua a leggere su -> rondodeitalenti.it
“Spuntini” è un progetto di Rondò dei Talenti di Cuneo. I contenuti sono piccoli “nutrimenti” che parlano di gioco, scuola, creatività, educazione e nascono per accendere riflessioni, muovere pensieri e accogliere nuove visioni.